Stelle

Alzi la testa in una notte buia
quando neanche la luna spezza
di bianco il cielo.

Miliardi di stelle e pianeti,
maestose distese di polveri
infuocate,
come sprizzi di gioia
lanciati nella vasta oscurità,
ti riempion gli occhi di luce.

Sdraiato sull’erba, nell’odor della terra,
cerchi in quella luce
un motivo, una speranza.

Abbandoni le braccia al suolo,
doni i pensieri al vuoto,
rivolgi gli occhi all’immenso nero schermo
puntinato di ghiaia celeste.

Piccolo e solo ti senti,
piccolo granello di stella,
finito e infinito allo stesso tempo.
Quanto è lontana quella stella laggiù?

Luce di eterni millenni,
e pulviscoli splendenti
galleggiano con perfetta grazia,
sospesi, davanti a te.

E quella stella lontana, la senti?
Cosa dice?

Spaventosa ed immensa,
lei regina nel cielo e tu,
suo minuscolo granello
tremante.

Ti parla, quella stella che
brilla di gioia,
parla di spazi infiniti ed eterni,
ti manda incurante il suo calore
attraverso inimmaginabili eoni,
e silenzi,
e beffarda pazienza.

Mentre tu disperi e dimentichi,
ogni giorno ignorando il tuo posto,
da qualche parte lei continua a brillare,
a bruciare e fondere
incandescenti metalli
e brucianti e vivi vapori di piombo
in bellezza infinita,
in attonita gioia,
il silente boato dell’eternità.

Sdraiato sull’erba, nell’odor della terra,
senti pian piano una gioia che cresce,
una gioia stellare
si fa spazio nel tempo sia vuoto che pieno,
tu galleggi sul suolo mentre fluttui nel cielo,
carezzato dalla luce di una stella lontana,
così lontana da sembrare vicina,
immerso in tutte le sue piccole
lacrime felici

di luce.


— Federica Gaeta —